L’Arte come revisione del Complesso di Edipo e della perversione

Mario Mengheri

Docente di "Diagnosi e terapia dei disturbi psicosomatici" (Univ. di Siena)

Membro Ordinario dell’AIPA e dell’IAAP

Presidente Ass. Ital Ricerca Psicosomatica (AIRP)

"INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria", n° 44/45, settembre – dicembre 2001 gennaio – aprile 2002, pagg. 38-47, Roma

(estratto dell'articolo)

 

"..coloro cui sfugge completamente l’idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, se non la tecnica" (Bateson, 1979, p. 42)

In questo contributo si affronta il tema delle perversioni e delle loro correlazioni con la creatività. L’argomento ci pone di fronte all’esigenza di chiarimenti che ci obbligano ad inserirlo prima in un contesto prettamente freudiano per poi allargarne il significato ad altri paradigmi terorici (von Weisäcker, 1955/2001; Bowlby, 1978; Chasseguet-Smirgel, 1987; 1991; Masciangelo, 1987; Novelletto, 1989; De Marchi, 1992; Ammanniti, Stern, 1992; Holmes, 1993; Lombardo, Pedone, 1995; Callieri, Frighi, 1999; Brutti, Parlani, 2001; Chiozza, 2001; Zerbetto, 2001). Intendiamo muoverci su queste linee:

1/ cosa s’intende per perversione

2/ il pensiero freudiano e la perversione (la differenza tra il Super-io e l’ideale dell’Io)

3/ ancora intorno al complesso di Edipo (complesso collettivo o personale?)

4/ perché il soggetto perverso va alla ricerca di un paradiso perduto

5/ arte per rivisitare e trasformare

Perversione e normalità

Con la parola perversione s’intende una modificazione psicopatologica delle tendenze (istintuali, pulsionali) che si manifesta con anomalie del comportamento specialmente sessuale. Il perverso è una persona dominata da una tendenza abituale od ostinata alla malvagità o alla crudeltà. Perverso è colui che ama fare male, cambiare, alterare, degenerare alcune situazioni. Pervertire significa far deviare dalla dritta via, dalla "norma" cioè dalla cosiddetta normalità.(cfr. Lombardo, Pedone, 1995). Il termine, un tempo forse abusato, è oggi decisamente bistrattato come se più niente dovesse risultare "normale". Tralasciando i codici legislativi, il concetto di norma è dunque molto discutibile e viene usato e modificato a seconda del contesto e dell’utilizzo che se ne vuol fare. Il concetto cardine delle perversioni e di alcune strutture psichiche affini, qualsiasi interpretazione se ne voglia dare, resta comunque la negazione della realtà con modalità e mezzi che (spesso) evitano l’insorgere di esplosioni psicotiche. Va ricordato che la parola perversione, ad oggi, assume un’accezione che si associa quasi esclusivamente alle disfunzioni sessuali.

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