LA FEMMINILITA’ FERITA E RITROVATA. GRUPPI ESPERIENZIALI PER DONNE OPERATE AL SENO

Maura Anfossi

Psicologa, psicoterapeuta rogersiana

 

"INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria", n° 46

maggio - agosto 2002, pagg. 38-51, Roma

(estratto dell'articolo)

 

PREMESSA

L’idea di creare uno spazio di supporto in gruppo per donne operate al seno è nata nel 1998 dalla convergenza tra il bisogno di ricevere sostegno psicologico espresso da alcune donne ai loro curanti, dalla sensibilità di alcuni medici di rispondere a tale richiesta e dalla disponibilità di alcune pazienti ormai lontane dalla malattia di condividere la loro esperienza.

Un gruppo di ginecologi, radioterapisti ed oncologi che collaboravano nel seguire le pazienti per i controlli al termine delle terapie si confrontavano ricorrentemente con i momenti di crisi e smarrimento di donne la cui situazione clinica era positiva, ma che chiedevano aiuto per sintomi psicologici: smarrimento, depressione, ansia, incapacità a ritrovare desiderio e voglia di vivere. La sofferenza psicologica con la quale si stavano confrontando li ha portati ad interrogarsi: l’aiuto da offrire era di altro genere rispetto alla cura medica. Era necessario creare uno spazio ed un percorso che permettesse alle donne di aggregarsi, di essere supportate e di trovare le risorse per sanare la ferita interiore, che continuava a sanguinare ben oltre alla cicatrizzazione di quella fisica.La sezione della Lega tumori, che da un paio di anni si era attivata con un ambulatorio di psiconcologia, ha offerto la disponibilità dei locali e della psicologa per avviare un progetto di assistenza e supporto alle donne operate al seno, che si è ampliato fino alla creazione di una specifica associazione Donnaperdonna, che attualmente conta una sessantina di iscritte e offre supporto psicologico individuale e in gruppo, spazi aggregativi e ricreativi, pubblicazioni divulgative, incontri di approfondimento e attività riabilitative.

LA FERITA ALLA FEMMINILITA’

La diagnosi di cancro colpisce il soggetto non soltanto in quanto minaccia la sopravvivenza, ma anche perché provoca un disequilibrio psicologico, relazionale e sociale. Costituisce pertanto un momento di cambiamento cruciale che si costituisce come crisi di identità: la salute e la sopravvivenza vengono minacciate, la qualità di vita alterata per un lungo periodo dalle terapie, i progetti di vita e gli investimenti devono essere rivisitati e spesso cambiati in relazione alla propria nuova condizione. Anche le relazioni famigliari ed affettive e la vita sociale subiscono un impatto ed una modificazione notevole. Oltre a tutti questi vissuti nelle pazienti cui viene diagnosticata una neoplasia mammaria si somma la ferita alla femminilità. Il cancro e la terapia chirurgica colpiscono l’immagine di se come donna, come partner e come madre. E la donna teme che la sua femminilità, la attrattiva e seduttività vengano rovinate, mutilate o distrutte dalla ferita sul corpo.

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