Sebbene il cancro alle ovaie rappresenti il quarto tipo di cancro più diffuso negli Stati Uniti d’America, la maggior parte delle donne negli U.S.A. muore precocemente proprio di questa forma rispetto agli altri tipi di tumori ginecologici.(1)
Approssimativamente il 70% di tutte le donne con carcinoma epiteliale ovarico presenta già al momento della diagnosi altri tipi di malattie diffuse, come risultato di ciò il decorso clinico della paziente è di norma caratterizzato da interventi chirurgici e terapie combinate di chemioterapia. La probabilità del ripresentarsi del male è relativamente alta, anche dopo l’intervento o la chemioterapia divenendo un’importante fonte di stress per l’ammalata.
Altri tipi di stress sono associabili con la stessa diagnosi di cancro, che include la paura della morte, la progressione della malattia, i cambi nella vita sociale (2).
Dato il potenziale della morbilità sia fisica che psicologica, la valutazione della qualità di vita (QOL) risulta particolarmente importante per le pazienti con cancro alle ovaie.
La QOL è un costrutto multidimensionale che include fattori fisici, funzionali, psicologici e sociali (3).Può inoltre includere la sessualità/intimità, la spiritualità, la soddisfazione della terapia e il funzionamento occupazionale (4).
Lo studio della qualità di vita può essere usato come mezzo nel valutare il successo finale del trattamento o come predittore di una risposta al trattamento stesso (5).
Può inoltre fornire delle informazioni riguardanti i bisogni di riabilitazione e gli appropriati interventi terziari(5). L’identificazione dei fattori che sono da riferirsi allo stress psicologico e alla qualità di vita può essere utile come intervento supportivo ai gruppi che ne hanno maggiormente bisogno nel ridurre o prevenire le malattie a lungo termine.