L’impegno dei volontari della "Mela Blu"
inizia negli ultimi mesi del 2000, dopo un corso di formazione tenuto
dai Coordinatori e dagli Operatori del Centro. Il corso, articolato
in lezioni teorico-pratiche ed incontri mensili in cui si discutevano
i problemi organizzativi e le strategie per la promozione del progetto,
ha offerto l’occasione per far nascere tra di noi volontari e con gli
operatori quello spirito di gruppo che è la base su cui costruire
un servizio efficace. Quando abbiamo iniziato a prestare fattivamente
la nostra opera, questi incontri sono stati momenti preziosi per lo
scambio delle nostre esperienze e per ragionare, con la supervisione
dell’Assistente Sociale, sui problemi relativi ai casi seguiti e sulle
difficoltà incontrate nello svolgimento del nostro compito. Compito
che si è subito rivelato non facile, data la complessità
del progetto che il Coordinamento si propone di realizzare.
Dei vari percorsi su cui si muove questo progetto,
alcuni di noi hanno scelto quello rivolto più direttamente all’utenza,
e che consiste nel fornire aiuto pratico al paziente ed alla sua famiglia
(quando esiste), attraverso l’offerta di accompagno, disbrigo di pratiche
o di altri servizi. Altri hanno invece scelto di prestare la loro opera
in sede, svolgendo compiti più attinenti a quella funzione di
segretariato sociale che caratterizza in maniera innovativa, per quel
che riguarda la malattia neoplastica, il progetto della "Mela Blu".
In ogni caso ognuno di noi ha offerto, ed offre, la sua disponibilità,
il suo tempo, la sua competenza e la sua carica umana con spirito di
servizio verso gli altri, avendo come unico fine quello di essere utile
a coloro che hanno bisogno di aiuto.
E’ la percezione dell’utilità del proprio lavoro
che è diversa: per coloro di noi che svolgono le funzioni di
accompagno o di assistenza, questa è immediata e si concretizza
nel rapporto che si instaura con la persona che si sta aiutando. Per
coloro che operano in sede, il riscontro non è così immediato,
ed è dato solo dalla convinzione che l’informazione data o il
consiglio fornito possano servire, direttamente o indirettamente, a
migliorare le condizioni di chi è malato o di chi vive vicino
e assiste il malato. Non è però, questa, un’attività
meno importante; così come non è meno importante la raccolta
dei dati sulle strutture e sui servizi esistenti. Infatti, la maggior
parte delle persone che si sono rivolte a noi non conosceva i servizi
di cui poteva usufruire né tanto meno le modalità per
accedervi. Così a noi volontari è data la possibilità
di accompagnare il malato lungo il percorso della sua malattia, fornendogli
le informazioni e l’appoggio per muoversi in una realtà che gli
è sconosciuta; di dare una risposta che non sia solo tecnica,
un sostegno che sia espressione del nostro impegno civile. E dobbiamo
fare questo, anche se non è facile per noi che ci affacciamo
al sociale come persone non addette ai lavori, ponendoci in ascolto
con l’apertura e l’umiltà necessarie a questo compito