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con il patrocinio
della I cattedra di psicofisiologia clinica - Un. "La Sapienza" di Roma
hanno organizzato il
Convegno di Psicologia Transpersonale
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ITINERARI DI CONSAPEVOLEZZA Coscienza e cambiamento |
Il 23 maggio si è svolto a Roma, a cura della rivista "Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria" e dell'Istituto "W. James", con il patrocinio della I cattedra di psicofisiologia clinica dell'Università "La Sapienza" di Roma, il convegno di Psicologia transpersonale "Itinerari di consapevolezza: coscienza e cambiamento".
Ha aperto i lavori il professor Riccardo Venturini, che della I cattedra di psicofisiologia è titolare, chiarendo il significato che il concetto di autorealizzazione assume nella psicologia transpersonale, "quarta forza" che include e trascende il comportamentismo, la psicoanalisi e la psicologia umanistica. Andando oltre quello espresso dalla psicologia umanistica per la quale l'autorealizzazione ha come fine ultimo "l'armoniosa e non conflittuale soddisfazione dei bisogni e l'attuazione delle potenzialità", Venturini sottolinea che la piena espressione dell'individualità lungi dall'essere la finalità del processo di autorealizzazione, non ne è che una tappa, dovendo raggiungere l'uomo "l'unità fondamentale con la vita e con gli altri, tutti essendo parte di quella realtà ultima in cui viviamo e per cui viviamo", così come le grandi tradizioni sapienziali, quella filosofia perenne a cui esse fanno riferimento, ci insegnano. Compito della psicologia transpersonale è proprio quello di trovare possibili risposte alla domanda di trascendenza e mezzi per attuarla.
Fondamentale in questo è la figura del "mediatore gnostico", di colui cioè che, solo dopo aver assimilato in prima persona il messaggio proposto dalle più antiche tradizioni spirituali, può comunicarlo essendo testimone con la sua stessa vita della validità e della trasmissibilità del cammino autorealizzativo.
Si richiede dunque allo psicologo transpersonale:
- che renda congruente la via proposta con la cultura, il linguaggio, i simboli, i costrutti personali di colui a cui tale via si rivolge
- - che si renda garante della validità della dottrina di vita indicata, in modo che essa possa soddisfare "i bisogni specifici dei praticanti attualizzandone le possibilità di autorealizzazione senza generare ulteriori conflittualità, dipendenze e disarmonie".
- che abbia compiuto e compia un lavoro interiore e un lavoro contemplativo personale che "comporti il riversare nell'amore i prodotti della contemplazione".
- che agisca nel mondo con consapevolezza, compassione e altruismo.
Proprio ai limiti e ai rischi di narcisismo spirituale in cui incorre una certa psicologia transpersonale quando si separa dalla necessità di vivificare valori quali l'empatia, la misericordia, la solidarietà, il rapporto compassionevole con gli altri, si rivolge la relazione critica del professor Armando Catemario, docente di antropologia culturale alla Sapienza. Distinguendo tra morale ed etica, a carattere coercitivo la prima, scelta di amore la seconda, sottolinea come invece gli spiritualisti del nostro tempo intendono l'etica: non autorealizzazione nella solidarietà, ma un sistema che prescrive doveri, astinenze, precetti. Il comportamento etico, al contrario, è conseguenza di un autentico cammino autorealizzativo e trasformativo. Dove all'amore assoluto — l'Agape quale "intenzione del cuore di unirsi uno all'altro, distinti, ma associati nel fondo di se stessi" — si associa quell'alterazione dello stato di coscienza tipica dello stato contemplativo.
Ospitato nella bella aula magna della Pontificia Universitas Gregoriana, il convegno ha offerto un esauriente panorama delle diverse vie, psicoterapiche, creativo-artistiche, spirituali e religiose di autorealizzazione, cercando di cogliere in esse il fattore comune responsabile della trasformazione di sé e riconoscendolo nella facoltà dell'attenzione quale fondamentale strumento per il raggiungimento di una reale consapevolezza, premessa necessaria per il cambiamento.
Attenzione che può essere studiata da diverse prospettive, secondo gli ambiti di intervento e le finalità a cui aspira. Così la relazione di Antonio Ferreri, didatta dell’Istituto W. James e collaboratore della I cattedra di psicofisiologia clinica dell'Università "La Sapienza" di Roma, ci ha proposto uno spettro completo delle diverse dimensioni dell'attenzione caratterizzanti vari stati di coscienza: diffusa, selettiva, fluttuante, equanime, flessibile, distaccata, ecc..
Riprendendo la teoria di Ch. Tart l'attenzione viene qui pensata come energia che può dare rilievo ad alcune potenzialità dell'individuo rispetto ad altre, strutturarle in una certa relazione, mantenendo o modificando un determinato stato di coscienza secondo un progetto scelto. Le implicazioni terapeutiche diventano evidenti. Ma non è solo nell'ambito psicoterapeutico, per promuovere la salute, o in quello della psicologia applicata per migliorare la prestazione, come la relazione sulla flow experience della dottoressa Antonella Delle Fave, del Centro di Ricerche L.I.T.A. Vialba di Milano, ha messo in luce, che l'attenzione/consapevolezza assume importanza.
La capacità di attenzione, quale presenza mentale nel qui ed ora è lo strumento indispensabile per liberare la coscienza dall'illusoria realtà dell’Io storico in cui è imprigionata e per avere accesso alle potenzialità della mente e dello spirito. Come ha messo in evidenza la dottoressa Laura Boggio Gilot, presidente dell'Associazione Italiana di Psicologia Transpersonale, psicoterapeuta e istruttore di meditazione Vedanta, tale attenzione deve essere amorevole ed inclusiva. L'autosservazione non interferente, così come la tradizione meditativa dell'Advaita Vedanta ci propone, aiutandoci a scollare la coscienza dai contenuti mentali, sensazioni, emozioni e pensieri, con i quali è identificata, e attraverso i quali elabora una realtà parziale e distorta, ci porta a discriminare tra Sé, nucleo spirituale del nostro essere interiore, immortale ed eterno e Non Sé. Risvegliandoci dal sonno profondo nel quale nella quotidiana dimensione di coscienza siamo immersi, la pratica di autosservazione consente di riconoscere i fattori che distorcono la percezione di sé e della realtà, liberandoci dalla sofferenza prodotta dall'inconsapevolezza e preparando l'esperienza dell'illuminazione: l'unità della vita e del Sacro che la sottende.
Molte altre sono state le relazioni interessanti e non è possibile dare qui a ciascuna di esse lo spazio che meriterebbe. Oliviero Rossi, presidente dell'Istituto "W. James e collaboratore della I cattedra di psicofisiologia clinica dell'Università "La Sapienza" di Roma", ha esplorato l'attenzione nella psicoterapia della Gestalt, Giuseppe Sacco, psicologo, nella psicoterapia cognitiva e il prof. Aldo Carotenuto, analista junghiano, si sono soffermati sulla consapevolezza in terapia. Altre vie sapienziali e spirituali sono state presentate: l'Esicasmo cristiano da Paolo Ottavi, la relazione tra consapevolezza nella psicologia del profondo e la meditazione orientale da Mauro Bergonzi, docente di Storia delle Religioni all’Orientale di Napoli, la consapevolezza nella Quarta via da Alessandro Staiti. Due interventi hanno mostrato la possibilità di una via sapienziale attraverso le arti. Il musicologo Roberto Laneri ci ha stupito ed estasiato con alcuni suoni armonici, esempio di tecniche vocali di sospensione del dialogo mentale mentre Michele Cavallo, didatta dell’Istituto W. James e collaboratore della I cattedra di psicofisiologia clinica dell'Università "La Sapienza" di Roma, ci ha parlato del training dell'attore, nel teatro di ricerca, sui livelli di consapevolezza.
In ultimo, vorrei porre l'accento sull'importanza scientifica e culturale del convegno. Raro esempio di quanto feconda e illuminante possa essere ogni forma di collaborazione tra il mondo universitario scientifico e altre realtà di ricerca psicologica e spirituale.
Una apertura che permette a queste ultime di formulare modelli facilmente comunicabili e proponibili in contesti più ampi, adempiendo al loro "dharma" che sembra essere, usando le parole di Assaggioli, "dare aiuto ad ogni livello di vita e su ogni piano, fisico, psichico, spirituale, e con tutti i mezzi idonei, in maniera che tutto possa concorrere al raggiungimento di quel vero Bene che è il progresso spirituale".
Bianca Pescatori