Amedeo Galluppi ASL 3 PistoiaIL TEATRO NELL’INTERVENTO PSICHIATRICOIl servizio pubblico fra cura, riabilitazione, intrattenimento.[I]L’esperienza di Pistoia: un progetto di ricerca formazione sperimentazioneDalle “cerimonie istituzionali” negli ospedali psichiatrici alla collocazione nella rete dei Centri diurniPubblicato sulla rivista
"Informazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia"
n° 2,
Una personale esperienza: nascita di un pregiudizio
Non ho mai partecipato ad una recita in manicomio, ma so che sono esistite.Ho cominciato a lavorare nell’Ospedale Psichiatrico di Treviso avendo piena responsabilità di centocinquanta pazienti. Ho imparato in pochi giorni che la scienza che mi aveva trasmesso l’Università ….lì…..aveva corso legale, ma non valeva. Mi accorsi che questo “alieno” sapere contava ancor meno per i ricoverati. Io stesso non ero vero. Ero una rappresentazione. Mi misi comunque a fare il dottore, ma contemporaneamente – per essere vero - fingevo di farlo. Fu una operazione complessa: entravo ed uscivo da quel personaggio. Riuscivo a rappresentare tanti dottori diversi con tanti pazienti diversi eppure mantenevo una unicità riconoscibile. La situazione di vita dei reparti migliorava, le dimissioni erano più frequenti e durature. Un giorno una gentile collega mi disse che era rimasta molto impressionata dai miei sforzi terapeutici, ma…..in particolare…..dal modo in cui mi muovevo, gesticolavo e….. “riempivo lo spazio”. Credo che proprio in quel momento mi si sia consolidata l’idea, il “pregiudizio” del teatro nell’intervento psichiatrico.
Lo scenario della costituzione dei servizi territoriali dopo la legge 180/1978La costituzione dei servizi territoriali è stata molto lenta. Basti pensare che nel 1992 si contavano in tutto il Paese 42 Centri Diurni.(dati CENSIS)I modelli di intervento, oggiCon estrema sintesi ne possiamo identificare due quello “tradizionale” e quello comunitario.I Servizi di Salute Mentale, oggi, in Italia, sono una miscela (più o meno buona) di queste due componentiIn una situazione di questo tipo – di riforma mancata – è interessante partire dai punti critici comuni ai due modelli.Nella programmazione degli interventi del Settore ho preso in considerazione:1. DUI (Duration of Untreated Illness) (tempo intercorrente fra la prima manifestazione di disagio e il contatto con i servizi – Early Detection)2. DUP (Duration of Untreated Psychosis – Early Intervention) (tempo intercorrente fra l’inizio sintomatologico ed accesso al trattamento) -[vedi i)]3. i cosiddetti non collaboranti – [vedi k)]4. l’età di confine – [vedi g)] nell’ipotesi che su di essi potesse influire in modo significativo lo sviluppo di “nuovi linguaggi”:
Un documento della Agenzia Sanitaria della Regione Toscana del 2001 ipotizza una sottostima di 10 volte della prevalenza delle malattie mentali[II] . La costituzione dei Centri diurni: il CD Desii 3 di PistoiaLo sviluppo delle attività nei Centri diurni – in costante crescita dal 1992 offre, oggi, la possibilità di affrontare con un progetto organico alcuni dei problemi legati alle problematiche citate che sostanziano quella più generale dell’Intervento PrecoceLo scenario a cui mi riferisco è quello di un Centro Diurno (10-15 presenze giornaliere) in cui operano quattro educatori, tre infermieri, un assistente domiciliare a tempo pieno e due psichiatri presenti a fasce orarie. La struttura funziona dal 1992 ed opera – in media - su un gruppo di 40 pazienti, pazienti “difficili” del servizio, inviati sulla base di progetti terapeutici individuali.Le strategie messe in atto sono:· Formazione degli operatori - [vedib),b), n)]Si sviluppa su due direttrici principali: dal 1992 alcune operatrici praticano una formazione sulla tematica di genere (Mariangela Falzin); dal 1996 tutto gruppo degli operatori pratica una formazione in Gestalt counselling ad impostazione fenomenologica (Paolo Quattrini). Una ulteriore direttrice (2002) è quella di mettere in evidenza gli aspetti formativi – specie in termini di comunicazione – delle attività di teatro, musica, feldenkrais, pittura. –[vedi j)][...]
I .Sono indicati di seguito con il segno a), b), c)….. i documenti di programmazione e gli obiettivi ( progetti di ricerca formazione sperimentazione) del Settore Strutture Semiresidenziali e Residenziali della Unità Funzionale Salute Mentale Adulti della ASL 3 Regione Toscana Zona di Pistoia anni 2001 e 2002
[II] Ritratto della salute in Toscana – Agenzia Regionale di Salute della Toscana – Ed. La Regione Toscana dicembre 2000, pag. 28….. ” le conoscenze attuali sono basate su stime, spesso poco aderenti alla realtà regionale, o sulla dimensione dell’utenza dei servizi che, come è noto, non rappresenta necessariamente in modo corretto il bisogno della popolazione. Sulla base di stime di varia fonte, si può supporre che i soggetti con patologia psichiatrica grave siano in Toscana circa 7000 (ma sarebbero circa dieci volte di più le persone che esprimono un bisogno di servizi di tipo psichiatrico)”
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