FERDINANDO DE MURO*

 

Direttore Scientifico di C.R.E.ATTIVA Counselling Ricerca Educazione

 

LA BELLA E LA BESTIA: LA RELAZIONE EMPATICA NELLA FORMAZIONE AL LAVORO

 

L'accesso on-line alle versioni integrali degli articoli è riservato agli iscritti Estratto dell'articolo

 

 

INformazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia”, n°6 novembre-dicembre 2005, pagg. 66-72, Roma

 

L’obiettivo di questo scritto, è quello di dare un contributo all’individuazione di quali forme di connessione ci possono essere tra un atteggiamento emotivo (l’empatia), una tipologia di servizio formativo (la formazione al lavoro) e la loro interazione. Si tratta di un tema che nella prassi (e, forse, anche nella elaborazione teorica) viene solitamente trascurato molto probabilmente perché si ritiene che la formazione al lavoro sia una formazione “dura”, “tecnica”, che riguarda il “come si fa” e che lascia poco spazio alla qualità della relazione tra allievi e formatori all’interno di un ambiente educativo. In questo mio contributo, dopo aver chiarito il significato cotestuale che utilizzo per “formazione al lavoro” e per “empatia”, presenterò le caratteristiche dei tre modelli di formazione al lavoro di cui abbiamo avuto esperienza in Italia sottolineando come si è declinata l’empatia all’interno di ciascuno di essi. Successivamente, presenterò le dinamiche che rendono necessaria una fusione dei tre modelli in uno unico in cui rendere compatibile la formazione tecnico-professionale con il calore di una relazione didattica empatica. Infine proporrò il mio punto di vista su cosa fare per costruire e mantenere ambienti didattici empatici e finalizzati alla formazione al lavoro.

Per formazione al lavoro intendo la formazione finalizzata alla acquisizione di specifiche competenze teoriche e tecnico–operative necessarie allo svolgimento di compiti e mansioni lavorative

La formazione al lavoro si definisce “qualificazione” se si rivolge a soggetti che non hanno una esperienza nello specifico compito o mansione; se, invece, si rivolge a persone che svolgono attualmente quel compito o mansione, essa si definisce “aggiornamento”; se, infine, si rivolge a persone impegnate in processi di ricomposizione organizzativa e/o tecnologica e/o normativa, essa si definisce “riqualificazione”.

Solitamente, si tratta di una formazione che prevede la compresenza dei seguenti elementi:

-        è rivolta alle persone in quanto soggetti attivi di lavoro ovvero potenzialmente occupabili o attualmente  occupati;

-        ha un collegamento diretto con un compito o una mansione spendibile in una specifica impresa (o, più in generale, in una specifica organizzazione) o in un settore produttivo;

-        ha come contenuto una modalità operativa (per prima cosa) e (se necessario) le conoscenze teoriche e metateoriche alla base delle modalità operative stesse.

Secondo quanto detto, sono di formazione al lavoro percorsi finalizzati a:

-        presentare le caratteristiche di una nuova caldaia rivolta agli installatori;

-        insegnare le tecniche di vendita ad un gruppo di promotori commerciali;

-        presentare ai notai di un Distretto notarile nuovi istituti giuridici introdotti da una nuova normativa.

 

[…]


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