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Università degli Studi di Roma “La
Sapienza” Lo sguardo e “INformazione
Psicoterapia Counselling Fenomenologia”, n°7, settembre-ottobre 2006, pagg. 38-51,
Roma. L’articolo
completo è consultabile sui siti www.teatrovideoterapia.it
e www.videoterapia.it Seguendo il tragitto che Merlau-Ponty traccia
dalla sua opera più famosa fino agli ultimi scritti, siamo condotti a un “al di là” della fenomenologia, che lo stesso autore ha
evocato più volte richiamandosi alle tesi ontologiche vicine allo
strutturalismo psicoanalitico. L’indagine sulla visione, sullo sguardo sono fondamentali per radicalizzare l’approccio
fenomenologico in direzione ontologica. Su tali riflessioni Jacques Lacan
inaugurerà una nuova fase del suo pensiero che lo porterà a
una revisione della sua “fenomenologia psicoanalitica” contenuta nella teoria
dello “stadio dello specchio”. Sarà possibile da questo momento parlare non più
e non tanto di “fasi percettivo-evolutive” ma di
“oggetti” che rendono possibile la percezione e costituiscono la stoffa della
soggettività. Lo sguardo, insieme alla voce, non sarà più considerato organo o
funzione della percezione, ma oggetto pulsionale
ontologicamente originario rispetto all’esperienza del soggetto. È a partire da tali
proposte che oggi è possibile comprendere diversamente e con maggiore
profondità, fenomeni clinici come le allucinazioni (visive o uditive) nella
psicosi, o perversioni come il voyeurismo, l’esibizionismo, il narcisismo, o le
varie forme di fobia, di iperestesia, di dismorfofobia. Ed è a partire da
tali proposte che possiamo reperire un necessario riferimento teorico e
metodologico per quella congerie di tecniche psicologiche, psicoterapeutiche,
riabilitative che fanno dell’uso delle immagini e in generale dei codici
sensoriali, un campo di sperimentazione e applicazione in diversi ambiti e con
diversi fini. Mi riferisco alle “artiterapie” e in particolare alle tecniche
della videoterapia, fototerapia, film-therapy, drammaterapia. Fenomenologia e psicoanalisi Gli enigmi dell’esperienza soggettiva sono
indagati con particolare acume dalla fenomenologia del secondo Merleau-Ponty e
dalla psicoanalisi lacaniana. Soprattutto nei suoi ultimi scritti il filosofo
francese, ha cercato di dar voce ai paradossi e ai labirinti che il soggetto
percorre per riancorarsi alle cose stesse, per incontrare le cose
stesse. Il programma sviluppato sistematicamente
nella Fenomenologia della percezione, trova nelle ultime opere un
particolare approfondimento a partire dalla visione,
dal vedere, che nella pittura trovano il modello appropriato per una
comprensione del fondamento dell’esperienza, al di là degli psicologismi. Per
vedere il mondo e coglierlo nella sua enigmaticità, occorre rompere la nostra
familiarità con esso: l’approccio fenomenologico deve
rinunciare a una riduzione ai dati superficiali dell’esperienza. Gli esempi paradigmatici di queste verità
paradossali ce le forniscono l’arte da una parte e la
clinica dall’altra. La pittura ha ispirato a Merleau-Ponty le
considerazioni più illuminanti delle sue ultime opere. La cinica delle psicosi
(allucinazioni), la pittura e il teatro sono
all’origine delle più folgoranti intuizioni di Lacan. L’arte, così come la clinica, ci dicono qualcosa di essenziale sulla percezione e sul
funzionamento della mente. Ci insegnano, prima di
tutto, che nell’esperienza non è primario il visibile, il toccabile, l’udibile,
ma la loro ulteriorità: l’invisibile, l’intoccabile, l’inudibile. Per questo
ora una fenomenologia della percezione si coniuga tra il visibile e
l’invisibile, tra l’udibile e l’inudibile, … Le esplorazioni dell’arte non sono mere
sollecitazioni percettive, giochi sensoriali, o distorsioni, deviazioni percettive, così come non sono copie, rappresentazioni del
reale, conoscenza delle cose poste là fuori. Per Merleau-Ponty la percezione stessa non è
un modo di conoscenza della realtà, ma una modalità del desiderio, un “rapporto
d’essere”. Ed è questo rapporto d’essere che l’arte e
la clinica ci fanno scoprire sempre in modo singolare. […] Clicca qui per accedere. http://www.in-psicoterapia.com © 1997 - 2008 Tutti i diritti riservati |