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“INformazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia”, n°8, novembre-dicembre 2006, pagg. 24-35, Roma
Al fine di fornire informazioni sul contesto operativo in cui i percorsi delle utenti, sono stati rilevati, forniamo una descrizione organizzativa di “Casa madri”. Verranno rilevate due dimensioni: la dimensione funzionale e la dimensione psicodinamica (cfr. Francescato D., Ghirelli G. - 1994 - Fondamenti di Psicologia di Comunità, Roma, La Nuova Italia Scientifica.)
“Casa madri”: dimensione funzionale
La “dimensione funzionale” permette di cogliere l’articolazione delle funzioni, dei ruoli, e dei flussi operativi necessari a raggiungere i risultati prefissati da quella specifica organizzazione. In tale dimensione viene descritto il processo, cioè i fenomeni dipendenti dal tempo che avvengono in quel dato contesto organizzativo. In termini funzionali ogni organizzazione può essere vista come un organismo inserito nell’ambiente in cui interagiscono tre sistemi: il sistema di controllo di gestione, il sistema operativo e il sistema informativo.
A) Il sistema di controllo di gestione:
Il “controllo di gestione” ha il compito di pianificare l’attività operativa, in coerenza con i vincoli, le risorse ambientali, con gli obbiettivi interni, e di controllarne l’efficacia e l’efficienza. Questo è suddivisibile in tre sottosistemi: pianificazione, organizzazione e controllo.
Macrosistema di pianificazione
Il progetto di “Casa madri” presentato in sede di gara d’appalto, quale proposta di lavoro con un certo costo e approvato garantisce un macrosistema di pianificazione in linea con le normative Regionali e dell’Istituto. Per quanto riguarda poi la pianificazione del lavoro vero e proprio, ci sono delle linee di operatività definite dal regolamento interno della struttura. E’ compito del Coordinatore educativo garantire che, quanto programmato, venga organizzato e realizzato garantendo, a livello interno di “Casa madri”, la realizzazione dei vari moduli operativi.
Il regolamento
A livello amministrativo, le Istituzioni hanno affidato al Responsabile della Unità Operativa Strutture di accoglienza dell’Istituto il controllo di un qualsiasi progetto di intervento in questo settore. Ciò facilita la realizzazione del progetto secondo gli obiettivi che l’Istituzione persegue a garanzia dei cittadini. Vi è un regolamento che assicura che in “Casa madri” vengano rispettate una serie di procedure operative. Tale regolamento, è stato redatto da esperti esterni all’Istituto e da un Consulente della Regione. Il regolamento affronta vari aspetti e al suo interno si trovano definite le procedure da adottare nelle varie situazioni. Definisce per esempio: le modalità di ingresso delle madri nella struttura, le modalità che devono adottare gli operatori della struttura, le modalità dei Servizi invianti, il tipo di utenza che può accedere alla “Casa” i tipi di relazione da mantenere. le modalità per le dimissioni, le modalità per le verifiche, i compiti del Coordinatore, i compiti degli educatori etc. Il regolamento e le procedure in esso contenute, nel caso di “Casa madri”, è stato redatto tenendo conto di operatività consolidate. E’ stato fatto facendo raccontare al Coordinatore educativo cosa operativamente veniva fatto all’interno di “Casa madri” valutando i vari compiti di tutti gli operatori e analizzando quello che quotidianamente accadeva nella struttura di accoglienza. Sono state fatte varie discussioni e valutazioni e si sono infine selezionate le pratiche più utile ed efficaci al buon funzionamento del Servizio
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