LO SPAZIO DELLA MENTE

Saggi di psicosomatica.

Nicola Lalli, Liguori Editore, Napoli, 1997; pp. 183, £. 20.000.

Da diversi anni si parla del rapporto mente-corpo come di un "problema": mind-body problem. Come mai è diventato così importante riunire in un unico campo semantico due "universi" che per molto tempo sono stati considerati separati e anzi contrapposti?

Evidentemente questa separazione avrebbe continuato ad arricchire le speculazioni filosofiche per molto tempo se la prassi clinica non avesse imposto un ripensamento dei termini. Infatti la necessità di una "lettura" predittiva (diagnostica e terapeutica) dei sintomi, la cui eziologia non è immediatamente riconducibile all’organico o allo psichico, ha avviato il ripensamento prima nella clinica e poi nella riflessione epistemologica (esitando in una dissoluzione del problema a vantaggio di un "costruttivismo personologico").

La complessità del rapporto mente-corpo, il significato di questo dualismo logico e ontologico, hanno indotto lo psichiatra N. Lalli a una necessaria riconsiderazione sia della diagnostica che dei presupposti teorici dei disturbi psicosomatici. Non limitandosi a una revisione della vastissima letteratura sull’argomento, l’Autore propone una visione complessa e integrata dei diversi punti di vista. Già l’indice ci orienta a una lettura modulare, non manualistica, tesa a suggerire percorsi culturali eterogenei. Ad introduzione della monografia troviamo il saggio "L’evento psicosomatico: un problema aperto" dove il dualismo psiche-soma e l’eziologia dei disturbi psicosomatici, vengono ricondotti ai modelli interpretativi di riferimento: psicoanalitico e psicobiologico. Il superamento del dualismo originale presuppone la sintesi dei due approcci.

Il secondo capitolo si concentra sulla eziopatogenesi e sulle diverse teorie che hanno cercato di spiegare il disturbo psicosomatico.

Fondamentale ci sembra il lavoro "Dallo schema corporeo all’immagine corporea: la complessità del vissuto corporeo", in quanto chiarisce quella prospettiva "costruttivista" che, come dicevamo in apertura, consente di scavalcare il vecchio dualismo. Nell’articolare il significato di "corpo" ci troviamo con concetti e processi che includono e rimandano alla componente mentale: schema corporeo, immagine corporea, vissuto corporeo. Lalli attraverso considerazioni psicologiche, psicopatologiche, psicobiologiche e psicosociali, propone una nuova definizione di questi termini. Partendo dalla convinzione che nei primi mesi di vita l’Io è prevalentemente un Io somatico, l’autore ipotizza la successiva formazione attraverso il rispecchiamento-riconoscimento dell’adulto, un nuovo costrutto: l’immagine corporea fino a che nell’adolescenza emerge l’immagine corporea idealizzata. Schema, immagine e percezione sono definiti e distinti: "bisognerà chiarire se questi termini si rifezriscono a un’esperienza univoca o invece sono conseguenza di modelli concettuali diversi o di vissuti corporei diversi" (p. 52). Ad esempio, ciò che si intende per immagine corporea comprende ad un tempo una percezione e una rappresentazione; "questa immagine inoltre non è data una volta per tutte, ma si costruisce nel tempo" (p.53).

Diverse ricerche condotte dallo stesso confortano l’idea di articolare tali concetti.

Un’interessante "digressione" è dedicata alla "Psicodinamica delle situazioni estreme"; quelle situazioni nelle quali è sottoposto dalla natura o da altri esseri umani a condizioni al limite della sopportazione fisica e psichica, queste possono essere situazioni paradigmatiche che evidenziano le dinamiche psicologiche relative agli eventi stressanti. Sono prese in considerazione le esperienze nei lager e la condizione dei sequetrati da parte di criminali o terroristi (sindrome di Stoccolma).

Altro caso interessante per riflettere sulla relazione psiche-soma è quello della "Morte psicogena" che indica quei casi in cui non è possibile identificare alcuna causa organica specifica che motivi il decesso. Infine una proposta su un’ampliamento dei criteri nosografici del DSM IV e un "modello teorico-clinico dello sviluppo psichico" chiudono questa interessante monografia.

L’impressione che rimane alla fine della lettura è molto stimolante: il corpo liberato dalla pesantezza carnale diventa un corpo-costrutto in divenire dentro un tempo che non appartiene più al tempo, dentro uno spazio relazionale che non appartiene più allo spazio (carnale).

Il corpo così si presta a combinarsi matericamente a tutto ciò che lo attraversa: visioni, immagini, parole, contatti, emozioni

MICHELE CAVALLO


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