Rosario Mocciaro – Eugenio Lo Gullo
Talassemia – Aspetti psicologici e preventivi dell’anemia mediterranea
Edizioni Psicologia, Roma, 1999 - £ 24.000
Nel tema della prevenzione si colloca il libro dei due autori focalizzato sulla patologia cronica della talassemia o anemia mediterranea. L’opera, attraverso l’utilizzo di tecniche di indagine come il colloquio clinico, la raccolte di storie di vita e le interviste, presenta al lettore un panorama trasparente ed approfondito della difficile realtà dei talassemici, posta tra il disagio della patologia e gli aspetti presenti nell’immaginario collettivo come fantasma persecutorio. Il testo, completo nella sua indagine, affronta in modo approfondito i vari ambiti inerenti il tema della talassemia: dagli inevitabili aspetti clinici, epidemiologici e giuridici, si passa ad affrontare il vissuto del paziente che non è più relegato al ruolo di un numero, cartella clinica o semplicemente definito dalla sua stessa patologia. Il paziente emerge con tutta la serie di problematiche e vissuti psicologici che non possono più essere trascurati dalle figure parentali o professionali che affiancano il medico affinché possa essere offerto un serio ed importante aiuto alla persona affetta da tale patologia. Due capitoli affrontano lo sviluppo cognitivo nel talassemico ed il ruolo del corpo. Consideriamo come lo sviluppo ed il conseguimento di una propria identità porta alla creazione di un sé che comprende l’intera persona, costituita di corpo ed anima, di qualità fisiche e psichiche indivisibili in quanto l’una comprende e completa l’altra, e come nelle prime fasi dello sviluppo il sé è in gran parte focalizzato sul corpo. Nel talassemico il corpo è quella parte di sé che contiene un’ombra, non visibile, ma non per questo meno presente, che informa e costruisce i tempi di vita, tra le continue trasfusioni e le cure ormonali per uno sviluppo adeguato. Un corpo, in definitiva, che è incapace di rispondere, talvolta, alle esigenze più elementari. L’ospedalizzazione rappresenta sempre un’esperienza dolorosa, quando poi questa entra a far parte dei ritmi di vita di un bambino, è una realtà che non può essere trascurata. Lo psicologo dovrebbe essere la figura che possa relazionarsi sin dall’inizio con il giovane paziente per poterlo seguire nelle sue tappe di sviluppo e prepararlo ad un’adolescenza in cui l’angoscia non sia la protagonista principale. Un ulteriore accento viene posto sulle organizzazioni familiari in cui l’ereditarietà di tale patologia sviluppa risonanze talvolta cariche di colpevolizzazioni. Nella parte finale è affrontato il tema del rapporto con gli operatori e le strutture sanitarie, fino alla formulazione di nuove proposte terapeutiche e gestione del tempo libero. Il libro, nella sua complessità, si pone come punto di partenza per la nascita di un progetto di prevenzione e di sostegno ai malati che coinvolga più figure professionali che abbiano il solo fine la salvaguardia ed il benessere psicofisico dell’individuo portatore di questa patologia cronica.