L'Esame di Stato:
Intervista con il Prof. Carlo Trombetta

 

A cura di Liliana Bonaita *

 

D. Ho letto con molto interesse i rilievi critici da lei evidenziati circa lo svolgimento dell'Esame di Stato sul numero 2-3 aprile 1997 della rivista dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.

Allo stato attuale, quindi che cosa consiglia ai colleghi che si apprestano ad affrontare l'esame?

 

R. Il mio suggerimento, innanzitutto, è di cercare di superare la concezione frammentaria delle informazioni che lo studente si è formata lungo il Corso di Laurea; in tal senso ritengo che la cosa più importante sia fare un salto di qualità. In secondo luogo, bisognerebbe cercare di superare la paura dell'esame, la paura dell'insuccesso. Questo aspetto è legato a diversi fattori: da una parte l'esaminando è impegnato in una prova che, per certi versi, rappresenta il coronamento del percorso universitario, dall'altra è sottoposto a pressioni sociali, familiari, personali e lavorative che lo spingono a chiudere una fase della propria vita.

Dal momento che l'Esame di Stato prevede essenzialmente prove scritte consiglierei in prima istanza di esercitarsi a scrivere,...ricominciare a scrivere, tenendo presente che il tema deve essere svolto entro un arco di tempo prestabilito. Scrivere, non ripetere. Esercitarsi a riprendere confidenza con i concetti studiati durante il Corso di Laurea. Inoltre, anche se è vero che all'interno della psicologia esiste una molteplicità di approcci, fondamentalmente i modelli più importanti si possono ridurre a quattro o cinque: comportamentismo, cognitivismo, psicoanalisi, teoria dell'elaborazione dell'informazione. A questo punto mi chiedo se sia giusto ridursi a studiare come se si fosse tornati a sostenere esami universitari, regrediti al primo o al secondo anno di vita universitaria, quando invece sono stati sostenuti 20 o 25 esami. E' importante riuscire a trovare un testo che dia una dimensione articolata, ad esempio, di come il comportamentismo, la gestalt o il funzionalismo, interpretano ed affrontano determinati problemi. In pratica bisogna mettere in atto un'operazione culturale che cerchi di unificare il sapere piuttosto che frazionarlo e disperderlo. Il punto è che tanto più fraziono il sapere tanto più in seguito riesce difficoltoso e dispendioso poterlo riunire. Invece ponendosi in un'altra ottica, andando cioè a vedere la specificità attraverso la quale determinate teorie psicologiche hanno esaminato il problema, allora è possibile trovare un terreno comune caratterizzato da teorie ma anche da principi, metodologie, applicazioni. In tal modo si può cogliere l'unitarietà del sapere. A questo punto non ha più senso studiare a memoria l'istinto, la percezione, la sensazione, l'emozione ma piuttosto sapere come ogni approccio affronta questi diversi aspetti. Tale operazione permette di inquadrare l'istinto, la percezione, la sensazione, l'emozione in un determinato contesto.

In pratica si tratta di ribaltare l'ottica; finora è stata giustamente utilizzata una metodologia di studio basata su 25 diversi esami, mentre a questo punto si deve sostenere un solo esame, di conseguenza anche la metodologia di studio deve essere rivista, altrimenti si cade nella pigrizia mentale. Dalla pigrizia mentale, che è una tecnica che non rende, soprattutto interiormente, si arriva a vivere male l'esperienza e allora c'è l'ansia, la paura, i cappotti pieni di fogli, foglietti, trucchi. Si tratta in pratica di una regressione: questo accadeva al liceo. L'Esame di Stato è invece una prova che abilita all'esercizio della professione.

In tal senso il problema dello studio si coniuga con quello della propria professionalità, che in questa sede lo psicologo deve dimostrare. Un ulteriore punto da prendere in considerazione concerne l'Art. 4 del Regolamento, che è molto chiaro nel definire le caratteristiche dei temi, che vertono su tre grandi aspetti: psicologia generale, psicologia del ciclo di vita, metodologia del comportamento. Sorvolando, in questa sede, sulle possibili discussioni che si possono articolare su queste tre materie, voglio puntare l'attenzione sul fatto che l'Art. 4 fa menzione di aspetti teorici e di aspetti applicativi, dove per applicativo, a mio avviso, si intende l'aspetto professionale. In altri termini lo studente deve stare attento a non considerare l'Esame di Stato come un esame universitario. Infatti l'Esame di Stato, pur svolgendosi all'interno di una struttura universitaria, è strutturalmente diverso da un esame universitario. La prima prova scritta, ad esempio, deve contenere sia aspetti teorici che professionali; il candidato dovrebbe porsi nell'ottica di mettere in risalto la professionalità inerente al tema, in quanto si dà per scontato che lo studente sappia che cosa è la teoria, cosa hanno detto Watson, Piaget, Freud etc, in quanto argomenti degli esami universitari, precedentemente superati. Ma come riesco a coniugare una determinata professionalità con una determinata teoria, modello o disciplina?

Credo che quest'ultimo punto vada sottolineato. Ritengo che sarebbe anche opportuno indicare gli eventuali testi su cui il candidato si è preparato, affinché la bibliografia diventi la testimonianza del percorso di studio nel corso della preparazione all'esame.

D: In effetti potrebbe rappresentare uno stimolo, per il candidato, prendersi la responsabilità di identificare ed indicare il testo più adatto per approfondire gli argomenti.

R: Sono d'accordo. Inoltre bisognerebbe prendere in considerazione anche gli aspetti che, pur non facendo parte della cultura universitaria, fanno parte della professionalità dello psicologo, come ad esempio il Codice Deontologico da poco approvato. Conoscerlo significa sapere quali sono le regole cui mi debbo attenere come professionista. Inoltre non sarebbe superfluo prendere in considerazione alcuni aspetti, anche di tipo giuridico, per sapere quale deve essere il comportamento da parte del professionista nel caso in cui venga a conoscenza di un determinato episodio. L'esercizio della professione se e fino a che punto mi obbliga a rispettare il Codice Civile ed il Codice Penale? Tutti questi aspetti fanno parte dell'esercizio della professione.

Nel momento stesso in cui lo psicologo si iscrive all'Ordine, deve conoscere i principi sia del Codice Civile e Penale, che del Codice Deontologico. Li DEVE conoscere, altrimenti, anche se si iscrive alla Cassa Mutua Psicologi Italiani, recentemente istituita, l'assicurazione non garantisce eventuali incidenti ed infortuni sul lavoro.

 

* Psicologa

 


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