La difficile elaborazione del lutto
Paolo Astorre, Teresa Crescini, Raffaele
Maritati, Cataldo Mastromauro, Luca Persemoli, Olivia Bacciu, Amalia Falzetta,
Luigi Pelagalli, Olivera Markovic, Maria Beatrice Rondinelli
Associazione Romana Assistenza Domiciliare
(A.R.A.D.)
"INformazione Psicologia Psicoterapia
Psichiatria", n° 36-37, gennaio-agosto 1999, pagg. 76-85, Roma
(estratto dell’articolo)
Introduzione
Il compito di
un équipe di cure palliative è quello di curare ed assistere
sia i pazienti che i loro familiari, con l’obiettivo di migliorare i sintomi
degli ammalati e le condizioni psicosociali di tutto il contesto familiare.
Tale attività si protrae quindi anche dopo la morte della persona
in cura modificandosi, ovviamente, la qualità e la quantità
degli interventi che, da strettamente medici ed infermieristici, si trasformano
in rapporto ai numerosi bisogni psicologici, affettivi ed emotivi dei sopravvissuti.
Nelle società
evolute sono venute meno strutture sociali, quali ad esempio la famiglia
patriarcale, in grado di assorbire e contenere, anche mediante la ritualità,
la sofferenza individuale legata al lutto. La gestione personale del lutto
è difficile e quindi è necessario formare figure professionali
in grado di aiutare nella elaborazione del lutto. Per lutto si intende
una serie di comportamenti rituali, accompagnati da uno stato psicologico,
che caratterizzano il periodo successivo alla morte della persona cara.
Il cordoglio si riferisce invece alla reazione emozionale, comportamentale
ed al travaglio psicologico dei superstiti.
Nel lutto si concretizzano
atteggiamenti, che avvicinando natura e cultura, tendono a rendere tollerabile
per il nucleo familiare l’evento della morte. Infatti, con il lutto viene
espressa simbolicamente la volontà di morire con chi è morto;
ma grazie all’aiuto di una serie di interventi esterni ("il consolo" ad
esempio) il gruppo esce dalla identificazione con il morto, viene liberato
dalla colpa di voler interrompere la "condizione di morte" e ritorna alla
vita.
L’anticipazione del lutto
E’ inevitabile
che le necessità del paziente, finché è in vita, abbiano
la precedenza su quelle della famiglia. I congiunti del malato, tendono
a mantenere uno stretto controllo delle proprie emozioni ed una scarsa
considerazione dei propri bisogni. Tale comportamento viene percepito come
indispensabile per continuare a prendersi cura del proprio caro e può
indurre lo staff di cure palliative a sottostimare le esigenze della famiglia
e a rendere difficile il supporto prima della morte del paziente. E’ veramente
paradossale che il supporto venga meno proprio nel momento del decesso,
quando cioè la famiglia è più cosciente del proprio
bisogno di aiuto e più disposta ad accettarlo. Pur accettando questo
atteggiamento di negazione, che inizialmente può essere utile per
affrontare la difficoltà della malattia e del dolore, è necessario
fornire il supporto adeguato ai familiari che scelgono di esprimere il
dolore anticipatamente, comunicando loro che dopo le lacrime potranno affrontare
meglio il rapporto con la malattia e la comunicazione con il loro caro
(Lundin, 1984). Numerosi studi mostrano che i decessi attesi e tempestivi
danno origine con meno probabilità a problemi psicologici nei sopravvissuti.
Esistono buone ragioni
per considerare il complesso fenomeno del lutto come un processo estremamente
rischioso per l’equilibrio psicofisico dell’individuo che lo sperimenta
e vedere nel supporto fornito dallo staff di cure palliative una opportunità
per prevenire i problemi legati a questo mostrando alle persone nuove direzioni
di crescita psicologica, sociale e spirituale.
Il dolore nella elaborazione del lutto:
le reazioni
La reazione alla
scomparsa di una persona cara è complessa e può essere descritta
attraverso molte prospettive. Sono state identificate tre maggiori componenti
che giocano influenze reciproche e diverse, nelle varie fasi che seguono
la perdita di una persona cara.
La necessità
di piangere e la ricerca della persona perduta
Gli esseri umani
condividono con gli animali a struttura sociale complessa la forte tendenza
ad esprimere un sentimento di dolore per la scomparsa di una persona cara.
Questo sentimento è spesso accompagnato nell’uomo dall’impulso a
piangere e a ricercare senza sosta la persona scomparsa e in questi frangenti
si possono avere crisi di grande dolore scatenate da eventi, situazioni
o oggetti, che ricordano il proprio familiare.
La necessità
di evitare il pianto
Nella cultura dei
paesi industrializzati la sofferenza e la morte sono stati relegate negli
ospedali e affrontate con atteggiamento tecnologico. Spesso per convenzione
sociale viene posto un limite alla piena espressione delle emozioni e nei
funerali si possono osservare varie forme di autocontrollo delle emozioni
da parte dei protagonisti. L’individuo infatti può rispondere a
questa tempesta emozionale con una diversità di comportamenti che
vanno dal piangere apertamente alla inibizione delle emozioni esterne.
Studi a questo riguardo suggeriscono che coloro che reprimono maggiormente
il dolore e le emozioni sono a un maggiore rischio per disturbi successivi.
La necessità
di riesaminare e modificare i modelli interni
La morte di una
persona cara rimette in discussione un grande numero di assunti riguardo
la visione del mondo, la modalità di pensiero e di comportamento
che facevano riferimento alla persona scomparsa. Vecchie regole devono
essere abbandonate e ne devono essere adottate delle nuove; i programmi
devono cambiare; lo status sociale, il potere ed il controllo sono spesso
persi o modificati. La transizione psicosociale che ne consegue, è
ovviamente scarsamente accettata e spesso rifiutata.
Può accadere
che la persona scomparsa sia percepita come vicina, minimi rumori possono
essere erroneamente interpretati come presenza del defunto e, nelle fasi
dell’addormentamento si possono avere allucinazioni ipnagogiche. Transitorie
allucinazioni di questo tipo si verificano, ad esempio, nel 50% delle vedove.
Tutto questo mette in crisi il proprio
senso di sicurezza; ogni pensiero, infatti, deve essere controllato e viene
devoluto molto tempo nel tentativo di rendere adeguati alla nuova situazione
modelli di pensiero divenuti sorpassati.
Il dolore nella elaborazione del lutto:
le fasi
Varie componenti
sono identificabili, in dinamica combinazione fra loro, nei diversi momenti
dell’elaborazione del lutto. [...]
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