LA TERAPIA IMMAGINATIVA IN GRUPPO COME STRUMENTO DI CRESCITA PERSONALENote su un'esperienza di psicoterapia condotta in un servizio pubblico di Psicologia Maurizio Riccetti, Maurizio Perotti, (pubblicato in: "Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria" n. 38 - 39, Roma settembre – dicembre 1999 gennaio aprile 2000, pp. 18 - 27) (estratto dell’articolo)
Paola " mi trovo in un tunnel lungo, scuro e sono a cavalcioni di un locomotore di un treno, lo guido come un'amazzone monta il suo cavallo, sto bene..." Francesca "ho sognato che dal mio ombelico usciva come in un'esplosione, come in un botto, della materia, del pus, del cibo. Era qualcosa che mi disgustava, ma mi faceva anche stare bene. Era liberatorio." Chiara " ho visualizzato due cascate, una schiumosa e una limpida; mi sono sentita avvolta nella luna, combatto con qualcuno senza volto, scuro, nero; ad un tratto mi è apparso qualcuno. Penso il diavolo, ma, improvvisamente tutto intorno a me e' pieno di colori, fasci di luce, fiori di loto..." Mirella " nelle visualizzazioni ritrovo spesso il vento, un vento che non mi dà fastidio, mentre nella realtà non lo sopporto, mi fa stare male. Il vento che avverto è invece piacevole, spazza via qualcosa e mi fa stare bene." Antonella: (rivolta al terapeuta) " le sue parole, nella scorsa visualizzazione mi hanno richiamato l'immagine di mia madre, della fossa in cui giace nel cimitero, di quando io sola, non mio padre o i miei fratelli, sono andata alla sua riesumazione... giorni fa ho cercato una vecchia foto che non vedevo più da tempo, la foto di quella bella donna, grande e un po' sfatta che tiene in braccio una bambina piccola, con i capelli lunghissimi, quei capelli che dopo la morte della mamma furono subito, non so perché, tagliati." Queste parole, piccoli e significativi frammenti di un'esperienza di psicoterapia in gruppo, pur nella loro incompletezza esprimono la profondità delle sensazioni, delle emozioni che le pazienti hanno vissuto nel percorso psicologico da loro intrapreso e durante il quale hanno iniziato a guardarsi dentro, iniziando così a sviluppare un processo di cambiamento teso alla riappropriazione delle proprie scelte di vita. Abbiamo sentito l'esigenza di raccontare questa esperienza perché ha costituito una novità all'interno del nostro servizio di Psicologia, dove per la prima volta sono state introdotte tecniche di psicoterapia che, solitamente, vengono utilizzate in ambienti privati, certo non per impreparazione professionale, quanto per semplice mancanza di tempi, spazi e arredi necessari. Tracciando velocemente la storia della nostra U.O. ci piace ricordare come questa sia nata Sezione aggregata alla Psichiatria nel 1988 e come nei suoi dieci anni di attività abbia visto crescere, in maniera rilevante, il numero delle persone che le si sono rivolte per visite, consulenze o cure psicoterapiche. Contemporaneamente si è registrato un forte aumento di prestazioni professionali, con netta prevalenza di queste nell'ambito strettamente clinico-psicoterapico e nella fascia dell'età giovanile ed adulta. Questa situazione ha così determinato una netta prevalenza della attività ambulatoriale con la formazione di lunghe liste di attesa per le visite e per le terapie e, di contrasto, una assenza della professionalità psicologica nelle attività ospedaliere o dipartimentali cui la dimensione organizzativa di tipo manageriale della USL, ormai azienda, stava dando ampio rilievo. Il problema che la Psicologia si trovava ad affrontare è stato così duplice. Da un lato la necessità di uscire dall'ambito della stanza di terapia per costruire e proporre un modo diverso di fare psicologia e dall'altro la necessità di non intaccare la stima professionale che gli psicologi della U.O. si erano guadagnati sul campo. Così, per rispondere alle nuove richieste dell'azienda rispetto alla dimensione ambulatoriale, chi scrive si è spinto a conoscere e utilizzare le terapie di gruppo come alternative alla psicoterapia individuale, valutando che fino allora questa forma di terapia non era mai stata praticata nella U.O. La prima esperienza di gruppo è così nata nell'autunno del 1995 ed ha avuto una cadenza settimanale per sei mesi; a questa ne è seguita un'altra con la medesima cadenza ma con una durata annuale e una terza che si è strutturata per un arco di quattro mesi e che si è recentemente conclusa. Alcune caratteristiche hanno legato questi gruppi. Numero relativamente esiguo di persone (da 5 a 8), composizione esclusivamente femminile, condizioni di sofferenza o disagio psicologico nell'ambito nevrotico e nelle aree psicosomatiche, utilizzo di tecniche di lavoro agganciate alla coscienza e al mondo dell'inconscio. Come modello teorico-pratico di riferimento è stato utilizzato quello relativo alla Psicosintesi, sistema psicologico di derivazione psicoanalitica, ideato agli inizi del secolo dallo psichiatra fiorentino Roberto Assagioli. La Psicosintesi, che appartiene al campo delle psicologie umanistico-esistenziali, sviluppa una concezione integrale e dinamica dell'essere umano come "una psicologia a tre dimensioni", che include non solo la personalità cosciente, ma anche gli aspetti inconsci, tanto in profondità (inconscio inferiore), quanto in altezza (inconscio superiore e Sé spirituale o transpersonale). [...] Clicca qui per accedere. http://www.in-psicoterapia.com © 1997 - 2008 Tutti i diritti riservati |