Il Racconto Narrativo
Come contesto chiarificatore di Valori e Creatore delle nostre Culture

Robert A. White, S.J.

Docente Pontificia Università Gregoriana

(pubblicato in: "Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria" n. 38 - 39, Roma settembre – dicembre 1999 gennaio aprile 2000, pp. 18 - 27)

estratto dell’articolo

 

Il racconto è un’attività fondamentale ed universale di tutte le culture ed è un’azione "naturale" come quella del respirare. Lo facciamo continuamente e non possiamo vivere senza, tuttavia, solo se una persona richiama la nostra attenzione su di essa, diveniamo consapevoli che stiamo ponendo un evento all’interno di una "struttura narrativa". Per narrativa s’intende l’organizzazione delle nostre attività in un modello di iniziale turbamento o problema da risolvere, l’indice di resistenza alla soluzione del problema o perfino di un’opposizione personificata, la scelta chiara di un individuo o gruppo risolutore di problemi, l’essenziale confronto dei risolutori di problemi con la resistenza e l’opposizione ed infine il successo di questi ed il conseguente rallegramento della comunità. La più semplice delle strutture narrative può subire un’enormità di variazioni ed essere resa notevolmente più complessa, ciò non di meno, il modello di base resta la forma in cui tendiamo a descrivere le nostre attività quotidiane, specialmente quando si tratti di valori o dell’affermazione della creatività umana (Shaw, 1999). Quando sia in gioco la nostra personale identità o la sopravvivenza della comunità oppure, ancor più, quando si tratti dell’affermazione delle BUONE AZIONI che ci si attende dagli appartenenti alla nostra comunità, allora, quasi a livello subliminale, il modello narrativo fa la sua comparsa.

Nelle culture pre-letterarie in cui, cioè, tutta la conoscenza acquisita del passato viene trasmessa oralmente alle generazioni successive, il sapere è riposto nella memoria collettiva della comunità sotto forma di storie (Ong, 1982; Goody, 1987). Gli studi sui racconti poetici nelle comunità dell’attuale Macedonia rivelano la capacità di narrare storie complesse per un certo numero di giorni basandosi interamente sulla memoria (Ong, 1982; 57-68). Ciò che viene ricordato è la struttura generale della storia radicata nella profonda struttura narrativa universale, la quale potrebbe costituire una parte essenziale della coscienza umana.

Coll’introduzione della scrittura come forma di comunicazione nel tempo e nello spazio, la visualizzazione di simboli su di una superficie fa ricorso agli occhi molto più che alla comunicazione orale. Per poter carpire il significato, gli occhi devono muoversi secondo un ordine sistematico, perché il significato risiede nel ricordo del codice regolatore simbolico rappresentato, ad esempio, da un alfabeto e una grammatica. In culture che siano ancora orali, la scrittura potrebbe conservare molte caratteristiche della forma orale come la memoria e la comunicazione, ma, nelle culture letterarie, le fondamenta di un racconto sono costituite da altri sistemi di simboli in strati sempre più astratti ed analitici. Idee molto astratte che sintetizzino le caratteristiche universali essenziali di un vasto numero di diversi casi concreti, richiedono la conoscenza di codici e di codici di codici. Inoltre, l’argomento tende a sminuzzarsi in parti. Se, ad esempio, desiderassi reperire informazioni in una biblioteca su forme narrative di pensiero, dovrei sapere in che modo è ordinato il sapere nella biblioteca ed in quali sotto categorie narrative è collocato. La mente non è in grado di ricordare tutti i dati di una biblioteca, ma può ricordare gli indici o gli indici degli indici onde scoprire infine il caso storico concreto in questione.

 

ESPRESSIONE ORALE ESPRESSIONE SCRITTA
1 Modo di concatenare idee: 
Additivo Subordinazione di idee meno importanti ad idee più importanti.
Aggiunta di un’idea all’altra tramite una semplice “e”, solitamente nell’ordine narrativo.
2 Grado di personalizzazione
Idee e valori sono riassunte in termini di persone concrete in circostanze concrete. Impersonale ed astratto.
Il pubblico è invitato ad identificarsi col protagonista ed ad imitarlo. Il pubblico è invitato a comprendere il valore ed a seguire un ideale astratto di bene.
3 Presentazione agonistica delle idee.
Contrasto concreto tra bene e male amore e odio.   Codici simbolici astratti di bene e male.
Il punto di riferimento è un sistema concreto di rapporti interpersonali. Il punto di riferimento è un sistema di idee basate sul principio di non contraddizione.
4 Grado di empatia
L’osservatore è invitato ad interagire in empatia con le persone e forze personificate. L’osservatore resta un osservatore distaccato.
5 Grado di coinvolgimento emotivo
L’intera persona è coinvolta. L’osservatore più analitico.

Non intendiamo dire qui che i primi modi di comunicazione orale tendono a scomparire con il progresso dell’alfabetizzazione e di altri codici più astratti, ma che i due modi coesistono con ruoli alquanto diversi nella società. I modi narrativi orali tendono ad essere maggiormente associati alla comunicazione di valori culturali, alla formazione del carattere personale ed ad un personale e fondamentale rapporto con il mondo caratterizzato da fiducia, amore e creatività. I modi più astratti del sapere tendono ad associarsi maggiormente a forme di rapporti più strumentali ed al controllo pragmatico (Ong, 1982: 74-75). In caso di equilibrio fra di essi, entrambi sono rilevanti e complementari.

La ricerca dello psicologo cognitivista, Jerome Bruner, ha suggerito che la cognizione è caratterizzata da due modi di pensare, quello propositivo e quello narrativo. Il pensiero propositivo è logico, analitico ed astratto mentre il pensiero narrativo è immaginativo, intuitivo e correlato a contesti concreti. Ancor più rilevante, inoltre, il pensiero narrativo tende a sviluppare modi più creativi ed istruttivi di interagire con il mondo (Bruner, 1986; 1973. Citato in Shaw, 1999).

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