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La Depressione

downloaddi Marco Capozza*

Il termine “depressione” si usa per indicare sia un certo insieme di sintomi, sia certi disturbi psichici – intesi come malattie, sindromi, entità nosografiche – che condividono quel quadro sintomatologico, pur differendo nelle sue sfumature e nelle cause, decorso, prognosi e terapia. E’ bene tenere distinti i due significati, per cui nel corso di questa esposizione utilizzeremo il termine “depressione”, con la “d” minuscola, per indicare il quadro sintomatologico; “Depressione”, con la “D” maiuscola, per indicare le entità nosografiche (salvo laddove il termine maiuscolo sia già utilizzato in una classificazione o terminologia ufficiale, nel qual caso ci atterremo all’uso ufficiale anche se il termine indica il quadro sintomatologico; casi che dovrebbero comunque risultare chiari dal contesto), ed esamineremo: Continua…

La caleidoscopica arte del narrare

raccontare-12

Silvana Bonanni, Emilio Gattico

Università degli Studi – Bergamo 

Cantami, o diva…
Omero Iliade libro I

 

Diva…Musa…Spirito…Subconscio…come si può definire quella necessità dell’uomo di “dare forma al disordine delle esperienze” e quale sublime forma assume poi quel groviglio avviluppato quando viene svolto lungo i temi dell’arte? Riusciamo meglio a capire noi stessi e a farci così comprendere anche dagli altri? Un discorso lascia sempre una traccia, una testimonianza, e’ parte della nostra storia.

Come e’ importante dunque narrare! Attraverso un simil gesto ne compiamo molti altri tutti concatenati tra loro. Nella narrazione c’e’ elaborazione e interpretazione, ma anche comprensione per poter raccontare descrivendo, spiegando, dando significato, tante funzioni che portano a quella epistemica, che racchiude in sé tutte le altre, caratterizzante la narrazione stessa. Continua…

Il disturbo bipolare

il doppio segretodi Marco Capozza

Il disturbo bipolare è un disturbo dell’umore. Chi ne è affetto attraversa periodi di umore estremamente alto (mania) e periodi di umore estremamente basso (depressione). Tutti abbiamo oscillazioni dell’umore. Nel disturbo bipolare le oscillazioni normali, fisiologiche, aumentano d’intensità e durata al punto che, quando l’umore è alto, si ha l’impressione e l’energia di poter fare qualsiasi cosa. Si diventa iperattivi, a volte anche sessualmente, instancabili; si dorme poco o nulla; si parla tanto e in modo accelerato (logorrea); si pensa a una velocità tale, o a una tale quantità di cose insieme, da perdere i nessi associativi fra i pensieri (fuga delle idee); si può credere di avere poteri o compiti speciali o rapporti speciali con personaggi influenti, magari con Dio (idee di grandezza); non si valutano più le conseguenze delle proprie azioni, al punto di lanciarsi in imprese o spese sfrenate, sproporzionate alle proprie reali possibilità, e trovarsi poi in problemi finanziari, legali, sociali e familiari. Continua…

Fuori dall’armadio… per tornare a casa.

Fuori dall'armadioDi Angela Angelastro

Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia

(Nietzsche)

In quanti modi si può uscire da un armadio?
Si può scegliere di uscirne solo durante la notte, quando nessuno guarda o ascolta.
Si può scegliere di uscirne sbattendo le porte e andando ad indossare i propri abiti e la propria vita lontano, lontanissimo, dove nessuno potrà vedere e giudicare.
Si può scegliere di lasciare la porta socchiusa e frugare fuori con lo sguardo e incrociare a tratti altri sguardi, dentro un silenzio spesso inquieto e goffo. Continua…

Sergio Mazzei – Brevi considerazioni sull’uso dell’arteterapia nella psicoterapia della Gestalt

metafora

Non tutte le prigioni hanno le sbarre:

ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere,
perché non sappiamo di esserne prigionieri.
Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali
che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.
Henry Laborit

Il punto di vista della Gestalt sulla formazione dei disturbi nevrotici è che questi sono la conseguenza di un cronico processo di autointerruzione dei propri impulsi. Si inibiscono le azioni, le emozioni e gli stessi pensieri. Si perde la consapevolezza della propria esperienza e dei propri vissuti. Ci si anestetizza e non si sa più chi si è e cosa si ha veramente voglia di fare. Si va avanti per modelli di adattamento: stereotipie, luoghi comuni, schemi generalizzati di comportamento, ecc. Continua…

In punta di piedi

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Il ruolo dello psicologo in un reparto di Terapia Intensiva

Neonatale (T.I.N.).

Laura Pieroni

 “Non era così: era che qualcuno aveva lanciato una monetina in aria,

e quella prima o poi doveva cadere su una faccia.

Per quaranta giorni sulla stessa moneta, morendo-nascendo.”

Valeria Parrella, “Lo spazio bianco”.

Intravedo la mia guida sulle scale dell’entrata principale del San Camillo Forlanini, e nell’incontro ci concediamo un caldo abbraccio, di quelli che al di là delle formalità mi ricordano che è un piacere incontrarsi. Con la dottoressa Gina Riccio, specialista in Psicologia Evolutiva, abbiamo condiviso un anno di vorticoso lavoro all’Università “Sapienza” di Roma Continua…