La vita segreta delle parole di Isabel Coixet

 

Lei, Hanna, non parla ma ascolta molto. E’ sorda, straniera in Gran Bretagna trascorre con una ripetitività ossessiva le sue giornate solitarie, tra la sua casa e la fabbrica in cui lavora. L’handicap la costringe a servirsi di un apparecchio acustico che, per altro, le è molto utile per decidere quando e se ascoltare i rumori della fabbrica o, semplicemente isolarsi dal mondo.

Lui, Josef, temporaneamente cieco, si racconta, la vede, ascolta il suo silenzio, ne coglie il senso e il significato e lascia che il segreto si sveli ai suoi occhi. cerca fin dall’inizio di esorcizzare il suo stato di malattia cercando di farsi breccia nelle resistenze della riservatissima e iper-professionale infermiera.

Hanna, la protagonista, parla tacendo. Il silenzio sembra essere una , anzi la condizione, attraverso la quale le parole si animano di una vita segreta.

Josef, il protagonista, è un uomo gravemente ustionato a bordo di una piattaforma petrolifera, nonché temporaneamente cieco.
Hanna, accettando un breve incarico, accorre al suo capezzale perso in mezzo alle acque, in un paesaggio che appare sinistramente desolato.
Josef parla e lentamente si svela e ri-vela alla sua” infermiera”..
Hanna avrebbe soprattutto bisogno di esser vista e ascoltata.
Le profonde ferite fisiche, psichiche, l’ascolto, il vedere, curare, prendersi cura, esser curati; desiderare, respingere; vivere e sopravvivere; atrocità subite e colpe non ancora scontate, abitano insieme ai protagonisti e ai loro ricordi, “il non luogo” dell’isola di metallo in mezzo al mare.
Tutto diventa complesso e difficile, ma anche molto interessante e nuovo. Cresce una insolita intimità, un legame ricco di segreti, verità, bugie, umorismo e dolore. Un legame che parla tacendo ma che svela piano piano! La storia di due sopravvissuti, un viaggio nell’anima di due persone entrambe sconvolte dalla loro esistenza che, nell’incontro con l’altro, ri-trovano se stessi.
E quel puntino in mezzo al mare… diventa luogo di questo viaggio; doloroso, solitario , silenzioso e profondamente toccante.

Di Anna Maria Acocella

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