Asino chi non legge?

downloadRiconoscere e gestire i disturbi specifici dell’apprendimento

Stefano Federici, Valerio Corsi, Marina E. Locatelli

Edizioni Pearson, Milano, 2014, pp.222, 16 euro

 Recensione di Anna Maria Acocella

 

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità ad arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido.” (Albert Einstein)

La Dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).  E, con questo termine ci si riferisce ai  disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.

La principale caratteristica è che  il disturbo  coinvolge uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura e calcolo) lasciando  però, intatto,  il generale  funzionamento intellettivo. La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici.
Ecco perché,  il testo ASINO CHI NON LEGGE? di Stefano Federici, Valerio Corsi, Marina E. Locatelli, è un libro prezioso, e non solo per gli addetti ai lavori!

Il linguaggio fluido e semplice  favorisce una lettura piacevole, interessante  e coinvolgente. Intende, e ci riesce molto bene, smentire il pregiudizio legato alla dislessia:”chi non legge la sua scrittura è un asino di natura” al fine  di re-stituire valore e senso ad un mondo per molto tempo poco conosciuto e  poco considerato.

Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica. Per questo, si stanca rapidamente, rimane indietro e  commette errori,  ed è sempre pressato dal tempo. In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nella capacità di attenzione e di concentrazione.

 In realtà,  e il testo lo  insegna , il bambino con DSA non è che non  impara e non è  che non impara perché  è stupido, ma ha bisogno di tempo, ed ha bisogno di sviluppare, con l’aiuto dei genitori e degli insegnanti, logopedisti ecc..,  delle tecniche di compensazione che facilitino l’apprendimento.

Tutto questo, fino a qualche tempo fa sembrava impossibile!!! Purtroppo in Italia  benché si calcoli che riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e secondaria di primo grado) e stato un campo sconosciuto, anche se da anni, studiato da molti. L’origine del disturbo di apprendimento  sembra sia legata al cromosoma 15. E’ dunque una questione genetica e non culturale o ambientale.
Non è quindi la conseguenza di certi comportamenti o schemi e /o contesti educativi: è un fattore genetico!  Ed il disturbo comporta un impatto significativo e negativo per l’adattamento scolastico e /o per le attività della vita quotidiana  se il  bambino o la bambina non sono aiutati nel modo idoneo.  Il bambino appare disorganizzato nelle sue attività, sia a casa che a scuola. Ha difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni;lettura dell’orologio) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa.
Chi ha avuto modo di stare accanto ad un  bambino/ragazzo con dislessia comprende bene quanto  sia complesso  affrontare questo disturbo che può presentare correlati psicologici  molto forti  come  per esempio: disistima e demotivazione; ma questi sono una conseguenza, non la causa della dislessia.
Gli autori, dall’introduzione in poi, arricchendo le pagine con tabelle e figure esplicative,  ci indicano la strada da percorrere per poter rendere questo mondo complesso e poco conosciuto,  sempre più conoscibile e affrontabile.

Il libro, suddiviso in 6 capitoli,  ci insegna  cos’è il disturbo DSA,  cosa non è, i segnali che i genitori e gli insegnanti possono cogliere e riconoscere al fine di renderli  preparati e presenti; quando e dove si fa la diagnosi  e il trattamento; insieme ad  un articolata e ricca descrizione e spiegazione delle tecnologie assistive per la facilitazione e la compensazione del disturbo;  ma soprattutto,  ci insegna a stare con un bambino/ ragazzo dislessico. Dargli  fiducia,  e lasciarlo libero di cercare le proprie attitudini  per scoprire quanto sia speciale!  Non è poco!!

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