Intentio Dei

ImmagineLo slancio verso l’infinito

Aldo Stella – Manuela Fantinelli

Armando Editore, Roma 2014, pp. 176 pagine, € 15.00

 

di Tullio Fabbri (Università degli Studi di Perugia)

Il lavoro si configura come una libera riflessione su Dio, un pensare ad alta voce con intenzione di verità, cioè con la coscienza orientata a cogliere il fondamento e animata dal desiderio di coinvolgere altri ricercatori, che siano disposti a rinunciare ad assunti e dogmatismi. Le tappe del percorso sono rappresentate da 11 capitoli, che si incentrano su altrettanti punti nodali: il fondamento assoluto, la tensione verso la verità, l’intenzione di Dio, la coscienza, Cristo e la sua croce, il distacco e l’affidamento. Non è senza significato il fatto che all’inizio e alla fine del volume si trovi un richiamo alla preghiera intesa come luogo di una doppia liberazione: sia dall’uso strumentale che l’ego compie di Dio, invocato soltanto per ottenere qualcosa, sia dalla distorta immagine che ci facciamo di Dio stesso. Il cuore dell’argomentazione è che cercare Dio con il pensiero configura la vera preghiera, perchè esprime il ringraziamento per il dono fondamentale del pensare. Proprio per evitare il “credere di credere” si deve pervenire al “sapere di credere”, ossia alla consapevolezza del valoree del significatodella fede autentica. La rigorosa ricerca condotta mediante la ragione non può non approdare all’idea di verità assoluta, la quale risulta innegabile ancorché indeterminabile. Dio è la verità assoluta, ma in quanto essa viene inevitabilmente oggettivata. L’uomo, insomma, si trova a riconoscere che l’innegabile non può venire determinato, in quanto assoluto; e tuttavia, poiché dichiara questa innegabilità, inevitabilmente finisce per determinare anche ciò che sa indeterminabile. Ebbene, in questo senso si parla di presenza dell’infinito nel finito (dell’assoluto nel relativo) e si indica in Cristo questa stessa presenza. L’intenzione della coscienza che cerca solo la verità e nella verità intende perdersi trova dunque espressione paradigmatica nella figura di Cristo, il quale, nel suo morire al finito e nel risorgere all’infinito, indica la via dell’incontro col Padre. L’uomo contemporaneo, visto dalla scienza come un insieme di processi automatici riducibili ai processi fisici del cervello e del corpo, deve avere la forza di riconoscere che solo facendosi guidare dall’intentio Dei è possibile ritrovare un commune su cui fondare la comunicazione e progettareun’autentica socìetas.

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