Mamme cattivissime? La madre perfetta non esiste

foto mamme cattivissimedi Elisabeth Badinter

 

recensione di Flavia Coffari

 

Elisabeth Badinter, scrittrice e filosofa femminista francese sottolinea in questo saggio sulla maternità, le ambivalenze delle madri di oggi rispetto al ruolo della donna nella nostra società. Non a caso il titolo originale dell’opera è : “Le conflit. La femme e la mère” a sottolineare, fin dal titolo la contrapposizione dei ruoli.

Prima degli anni 70′ una relazione tra un uomo ed una donna era inevitabilmente destinata a sfociare in un matrimonio che a sua volta sarebbe sfociato nella procreazione. La riproduzione era vista come istinto, dovere religioso e dovere biologico. 

Con l’avvento della pillola contraccettiva si è assistito ad una vera e propria rivoluzione: le donne  hanno scoperto che il desiderio di avere un figlio non è né costante né universale. Da quando è possibile scegliere esistono una diversità di opzioni e non si può più parlare di istinto o di desiderio universale.

La Badinter ci accompagna attraverso la scelta di essere madre: ogni scelta presuppone una riflessione sui motivi e sulle conseguenze della stessa.

Mettere al mondo un figlio è un impegno a lungo termine che implica dare a lui la priorità: è la decisione più sconvolgente che un essere umano è condotto a prendere nel corso della sua vita. La saggezza dovrebbe suggerirci di pensarci due volte ed interrogarci sulle nostre capacità altruiste e sul piacere che questa scelta può davvero darci.

La Badinter ci ricorda che in realtà la ragione ha poco peso nella decisione di generare e, comunque meno, di quanto invece pesi nel rifiuto di fare un figlio. Chi decide di avere o non avere un figlio deve necessariamente fare i conti con l’affettività, la normativa e la pressione sociale, familiare ed amicale. Chi non ha figli poi, è costantemente obbligato a spiegare perché non ne ha, mentre paradossalmente nessuno mai chiederebbe ad una madre perché ha deciso di diventare tale.

Il punto è che la maternità oggi non è più l’unica affermazione del sé per una donna. Le donne che svolgono una professione interessante e che desiderano fare carriera si trovano costrette a domandarsi fino a che punto il loro desiderio di maternità può pesare nel loro percorso professionale, quali saranno le conseguenze nella loro vita di coppia e a quali libertà del loro attuale stile di vita dovranno rinunciare. In una cultura dove “l’Io innanzi tutto” viene eretto a principio, la maternità diventa una contraddizione.

Fortunatamente poche donne calcolano lucidamente i piaceri, le pene, i benefici ed i sacrifici di essere madre. Le future madri fantasticano esclusivamente di amore e felicità ignorando completamente l’altra faccia della medaglia.

Secondo la Badinter l’influenza del Naturalismo (allattare i pargoli anche quando ormai sono grandi come vitelli) e l’estremismo ecologico (utilizzare solo i pannolini ecologici lavabili)  insieme alla difficoltà di accesso agli asili nido comunali e in generale un’assenza delle Istituzioni, la mancanza di una reale tutela del posto di lavoro nel periodo di assenza per maternità e di una rete di sostegno per le neo-mamme, sono  i principali responsabili del calo demografico generale nei paesi industrializzati  che riescono a malapena a mantenere il loro tasso di riproduzione.

L’Italia in particolare poi, è scesa rovinosamente dai 2,43 figli pro-capite del 1970 a 1,4 figli nel 2009.

Se pur con differenze tra Europa del nord ed Europa del sud la tendenza al calo delle nascite è generale. Chi salverà l’Europa?

 

 

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