Tag: fototerapia

SONO APERTE LE ISCRIZIONI al Master annuale Universitario in video fotografia teatro e mediazione artistica

2016Centro

 

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

 

Ultimi giorni per iscriversi all’anno accademico 2017 IX edizione

 

 

Master di I livello
Pontificia Università Antonianum

in collaborazione con:  La Nuova Associazione Europea per le Arti Terapie e la Rivista Nuove Arti Terapie

Direttore prof. Oliviero Rossi

Le metodologie dell’immagine video/fotografiche e il teatro intese come articolazioni narrative della comunicazione interpersonale, vengono utilizzate come mediatori della relazione d’aiuto e come tali riconosciute in diverse aree della riabilitazione, dell’educazione e della formazione.
Il video, la fotografia e il teatro, offrono la possibilità di intervenire: sul copione di vita, sulla dinamica della condotta e sono inoltre validi strumenti per l’acquisizione delle competenze di auto-osservazione e relazionali. Continua…

Sergio Mazzei – Brevi considerazioni sull’uso dell’arteterapia nella psicoterapia della Gestalt

metafora

Non tutte le prigioni hanno le sbarre:

ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere,
perché non sappiamo di esserne prigionieri.
Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali
che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.
Henry Laborit

Il punto di vista della Gestalt sulla formazione dei disturbi nevrotici è che questi sono la conseguenza di un cronico processo di autointerruzione dei propri impulsi. Si inibiscono le azioni, le emozioni e gli stessi pensieri. Si perde la consapevolezza della propria esperienza e dei propri vissuti. Ci si anestetizza e non si sa più chi si è e cosa si ha veramente voglia di fare. Si va avanti per modelli di adattamento: stereotipie, luoghi comuni, schemi generalizzati di comportamento, ecc. Continua…

Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto. A cura di: Anna Maria Acocella, Oliviero Rossi

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Alla Feltrinelli nello scaffale Psicologia Professionale!.

Il nuovo delle arti terapie

Introduzione di Stefano Federici[1]

«L’arte è nella nostra natura: ce l’abbiamo nel sangue, come tradizionalmente si usa dire, o, come potremmo esprimerci oggi, nel cervello e nei geni. In ogni società si balla, si canta, si decorano superfici, si raccontano e si mettono in scena storie. I bambini iniziano a prendere parte a tali attività già a due o tre anni, ed è possibile che le arti si riflettano addirittura nell’or­ganizzazione del cervello adulto: un danno neurologico può lasciare in grado di udire e vedere, ma rendere incapaci di apprezzare la musica o la bellezza visiva» (Pinker, 2006, p. 494). Continua…