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Bambine non spose

matrimoni_precoci_notag_landingdi Marika Massara

 

Nel marzo scorso l’Unicef ha lanciato l’iniziativa “Bambine, non spose. 8 marzo delle bambine” per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un dramma spesso dimenticato, quello dei matrimoni precoci e dell’infanzia rubata. Continua…

Parole di cristallo. Raccontare il dolore ai bambini

Paul Klee - Tutt'Art@ (67)Di Marika Massara

“Obliterative”,  che cancella, annulla, annienta, così una madre, Natalie Norton, descrive la morte del proprio figlio neonato nell’articolo di Ann Hoevel della Cnn, segnalato sul sito dell’American Psychological Association (Vai all’articolo)
Cosi’ come orribile, ha detto, è stato quando lei ed il marito hanno dovuto dire agli altri tre figli che il loro fratello non sarebbe tornato a casa.
Così la Hoevel inizia a introdurre il tema dell’articolo, quello di come guidare i bambini attraverso il dolore e la perdita. Accompagnare i bambini attraverso gli stadi del dolore è una sfida che molti genitori non hanno mai affrontato e per la quale spesso non hanno gli strumenti.
Cosi’ come per gli alunni della Sandy Hook Elementary in Newtown, Connecticut, che sono tornati a scuola dopo la morte di 20 dei loro compagni di classe e sei del personale della scuola, l’anno scolastico può essere di nuovo in corso, ma le cose difficilmente torneranno alla normalità.
Per i bambini, trovare modi concreti per ricordare la persona che hanno perso ed esprimere e verbalizzare il loro dolore può essere terapeutico, sottolinea la psicologa Therese Rando. Una domanda che i genitori dovrebbero porsi è come possono stimolare i  loro bambini a parlare di eventi traumatici e ricordare la persona che hanno perso. “Quando la gente ci chiede quanti figli abbiamo”,  dice Richard Norton “è più facile da dire, solo tre. Ma i nostri figli direbbero “Siamo quattro, Gavin è morto”. Una cosa importante che questi genitori hanno fatto con i loro figli e’ stata quella di esprimere chiaramente che non era sbagliato quello che provavano, hanno ripetuto loro spesso queste parole: “Se sei felice, va bene essere felici. Se sei arrabbiato, va bene essere arrabbiati. Non c’è niente di cui vergognarsi o imbarazzarsi”.
Oltre a fare domande, i bambini imparano guardando gli adulti. Sempre secondo la Rando, offrire ai bambini validi modelli di comportamento di fronte al dolore ed alla morte e’ un modo per aiutarli a capire che è una parte della vita.

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Il nuovo delle arti terapie

Introduzione di Stefano Federici[1]

«L’arte è nella nostra natura: ce l’abbiamo nel sangue, come tradizionalmente si usa dire, o, come potremmo esprimerci oggi, nel cervello e nei geni. In ogni società si balla, si canta, si decorano superfici, si raccontano e si mettono in scena storie. I bambini iniziano a prendere parte a tali attività già a due o tre anni, ed è possibile che le arti si riflettano addirittura nell’or­ganizzazione del cervello adulto: un danno neurologico può lasciare in grado di udire e vedere, ma rendere incapaci di apprezzare la musica o la bellezza visiva» (Pinker, 2006, p. 494). Continua…

Ascolto per uomini maltrattanti

Uomini1

di Marika Massara

La violenza degli uomini contro le donne è un fenomeno con il quale sono chiamati a confrontarsi tutti gli operatori del settore. Nonostante la modernità del mondo in cui viviamo, la disparità tra i sessi è talmente presente che siamo circondati quotidianamente dalle notizie tragiche dei ” femminicidi”. Di fatto senza arrivare a quei limiti, a quelle situazioni apparentemente eccezionali di morte da prima pagina, dobbiamo ricordarci di quelle che si consumano nei silenzi del nostro vivere privato. Continua…