La Psicoterapia: Il piacere di una conquista
Alexander Lommatzsch
Estratto dell'articolo
La psicoterapia della Gestalt, come anche l’approccio fenomenologico/esistenziale, mette al centro dell’attenzione l’esperienza che l’essere umano fa con gli altri organismi viventi e con le cose. L’esperienza è soggettiva e non può essere impiantata o trapiantata negli altri. Ognuno di noi ha bisogno di fare le proprie esperienze in prima persona per imparare da queste. Il ruolo del terapeuta è di accompagnare il cliente nella sua esperienza, senza interferire con i propri giudizi o pre-giudizi. E’ simile ad un processo di iniziazione nel quale il terapeuta funge da contenitore sicuro che porta in esperienza il cliente, un’esperienza che viene vissuta come una conquista di libertà, intesa come possibilità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Vorrei fare due considerazioni. Una riguarda il modello psicologico del disagio, l’altra riguarda il ruolo del terapeuta.
Il modello cui fa riferimento la nostra scuola è il modello della Gestalt, che a sua volta si richiama alla fenomenologia, all’esistenzialismo e al costruttivismo, ha una serie di fondamentali paradigmi, su cui si basa, come ad.es.:
Ogni persona è unica e merita di essere vista come tale.
L’incontro fra due persone è un incontro tra soggetto e soggetto, nel quale l’uno non ha voce in capitolo nella vita dell’altro.
L’incontro fra due persone è un incontro fra due realtà, o, punti di vista soggettivi e non esiste una verità. Nessuno ha ragione o torto.
L’incontro è co-costruito tra terapeuta e cliente.
Presupposto fondamentale dell’incontro è, da parte del terapeuta, la sospensione del giudizio - l’epoché, che consiste nel mettere temporaneamente tra parentesi i nostri giudizi, pregiudizi sulla realtà, che noi stessi diamo per ovvi, con un «momentaneo estraniamento dal mondo». Questo ci permette di “aprirci” alla visione della realtà di chi ci sta di fronte, senza inquinarla con la nostra. Capite bene quanto questo sia importante per una vera comprensione dell’altro
Il nostro modello psicologico del disagio si discosta parecchio da quello medico.