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Giulia Basili

La metafora della porta-voce
Aiutarsi e aiutare rinnovando la propria "porta" di casa

 

 

La voce è un mediatore attraverso cui è possibile una trasformazione. Essa è essenzialmente uno strumento di metamorfosi. È uno specchio acustico il quale, a differenza della superficie piatta e non flessibile di uno specchio ottico, è malleabile e agile e può riflettere, comprimere e rarefare l’onda sonora che la riflette per creare un nuovo suono. E questo nuovo suono contiene in sé la base strutturale per lo sviluppo di nuove parti del sé (P. Newham, Using Voice and Theatre in Therapy)

 

Quest'estate avevo deciso di fare alcuni lavoretti di restauro nella mia casetta in montagna e pur non avendolo mai fatto così a fondo mi preparavo all'idea con molta gioia. Due erano gli obiettivi, ridipingere tutta una serie di ringhiere e ristrutturare la porta di ingresso della mia casetta. Mentre scartavetravo con grande fatica la porta ho cominciato a pormi la fatidiche domande: cosa significa per me questo lavoro? Perché comincio a sentire un certo disagio? Ce la farò? Capivo ahimè che ci sarebbe voluto più tempo e fatica del previsto e che potevo scegliere se continuare oppure interrompere il lavoro. Nella mia mente c'è stato però un guizzo e ho immediatamente colto l'immagine simbolica che rispondeva alle mie domande e combaciava perfettamente con gli obiettivi, gli intenti e le applicazioni pratiche del mio lavoro di operatrice alla relazione d’aiuto.
Mi sono detta, che scrivendo avrei potuto chiarire meglio a me stessa e anche agli altri presupposti, impulsi e obiettivi, che secondo il mio modo di vedere le cose compongono, come una trama, un intervento di mediazione artistica, vale a dire, un cammino interiore, umano, creativo e spirituale. Partendo proprio dall’immagine del rifacimento della mia porta di legno, ho provato a ricostruire le varie fasi di quello che per me è un percorso di ricerca personale e di applicazione pratica e mi sono stupita nel riscontrare, che il lavoro di restauro ha dato senso a quello di operatrice e viceversa.
Avendo scelto come mediatore artistico la voce, ho “assemblato” creativamente le due parole chiave del mio argomento, ovvero la porta e la voce, dando vita ad una metafora al femminile, secondo me molto esplicativa: quella della “porta-voce”. Il viaggio parallelo tra le due discipline, in parte in chiave metaforica e poi a seguire sempre più concreto ed esemplificativo, porterà a sviluppare una modalità di praticare la mediazione artistica con la voce in una chiave artistico-spirituale, “perché il gioco è quello di riuscire a riconoscere nel nostro essere sonoro le diverse mediazioni fisiche, psichiche e spirituali che i suoni sono in grado di produrre1.

1 R. Miquel, L’universo delle forme sonore, Hermes edizioni, 2003




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