CARMINE PARRELLA

 

Psicoterapeuta e Dirigente Psicologo presso l’ U.F. Salute Mentale Adulti ASL2 Piana di Lucca

 

Il “VideoDilemma”, una metodologia di intervento nell’ambito di progetti preventivi e di educazione socio-affettiva rivolti ad adolescenti nei contesti scolastici.

 

  L'accesso on-line alle versioni integrali degli articoli è riservato agli iscritti Estratto dell'articolo

 

 

INformazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia”, n°7, settembre-ottobre 2006, pagg. 52-67, Roma

 

L’articolo completo è consultabile sui siti www.teatrovideoterapia.it e www.videoterapia.it

 

La tecnica che viene presentata in questo articolo è stata messa a punto dall’autore nell’ambito del progetto di prevenzione “Star bene a Scuola” che ha coinvolto il Centro di Salute Mentale della ASL2 Piana di Lucca insieme ad una rete di Scuole Superiori della città, La Provincia di Lucca, il CEIScuola e Il Centro Toscano di Counselling e Dinamiche Relazionali. Alla base dell’intero progetto c’è l’assunto che ogni intervento preventivo debba fondarsi su un coinvolgimento diretto dei giovani capace di stimolarne la partecipazione attiva ed il protagonismo. In questa direzione è stata effettuata una considerevole mole di progetti sperimentali con differenti tecniche rivolti sia al singolo adolescente che al gruppo classe, come pure all’intera comunità scolastica. Una parte di questa sperimentazione ha riguardato il rapporto tra uso delle immagini e immaginario giovanile, questo filone di ricerca si è dimostrato particolarmente proficuo e ha dato luogo oltre al VideoDilemma  a tecniche quali la VideoBiografia e Il Video training [1].

 

“Il VideoDilemma” è stato modellato su uno dei principali “vincoli” che si presentano quando si cerca di sviluppare progetti di prevenzione in collaborazione con le Scuole Superiori. Tralascio la complessità del sistema Istituzionale Scuola e le dinamiche che vi soggiacciono per soffermarmi su un aspetto determinante: “Il Tempo”. Il tempo scolastico è un tempo estremamente frammentato, “posseduto” da molti soggetti spesso in coesistenza conflittuale tra loro, un tempo scandito da ritmi a volte così lenti da apparire immobili ed immobilizzanti e a volte assolutamente frenetici, dove le scadenze istituzionali si rincorrono senza lasciare nessun altro spazio ad attività parallele. In questo quadro spesso si ottiene una richiesta di azione “paradossale” e cioè quella di intervenire su un numero molto grande di studenti, raggiungendo obiettivi non realistici (spesso la domanda implicita è quella di “spingere” l’adolescente verso un cambiamento atteso, che metta l’adulto, sia genitore che insegnante, al riparo dalla fatica del confronto con le naturali contraddizioni e le ambivalenze di cui il processo di crescita dell’adolescente è portatore) ed il tutto potendo interagire con i gruppi classe solo per qualche ora. Spesso si verifica anche una condizione in cui alcune piccole componenti della comunità scolastica, particolarmente motivate, riescono a ritagliare ampi spazi e ad ottenere maggiori risorse ampliando però maggiormente la forbice negli operatori scolastici tra “chi crede” negli interventi di prevenzione e chi li considera inutili. Il Videodilemma permette di utilizzare le componenti più motivate all’agire preventivo presenti nella scuola per costruire una esperienza di coinvolgimento per il resto della comunità scolastica, un coinvolgimento commisurato ai vincoli che la scuola stabilisce ma che conserva le stesse caratteristiche del protagonismo e della partecipazione attiva.

 

E’ opinione personale dell’autore che ogni intervento preventivo debba avere la capacità di raggiungere obiettivi sia rispetto ai singoli individui, sia rispetto alla comunità nella sua globalità modificandone l’assetto “culturale” nella direzione dei processi di empowerment. Ogni intervento preventivo dovrebbe quindi rinforzare nella comunità l’idea che è possibile farsi carico dei bisogni emotivi e relazionali dei propri membri e che molte delle soluzioni ai problemi che la comunità presenta sta proprio nel modo in cui vengono percepiti ed affrontati dalla comunità stessa piuttosto che nell’intervento di qualche autorità esterna oppure nella reale cronica mancanza di risorse.

 

[…]



[1] La VideoBiografia è una tecnica che consente all’adolescente di sviluppare prodotti video individuali o collettivi a carattere autobiografico, il cui obiettivo è legato all’esplorazione e alla costruzione della propria identità nel momento della crisi adolescenziale, per una dettagliata descrizione dell’esperienza fare riferimento al volume di Chiara Ferroni (riferimenti in bibliografia in Arcudi e Ferroni). Il VideoTraining è una sorta di “circle time” rivolto al gruppo classe che utilizza immagini provenienti da film le quali vengono combinate e processate in vario modo per stimolare negli adolescenti il riconoscimento e l’elaborazione di emozioni e vissuti chiave nella fase adolescenziale.


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